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Sms: mode, previsioni e tendenze da tutto il mondo per scrivere messaggi col cellulare

Sms è diventata la parola chiave per scrivere e ricevere messaggi in tutto il mondo usando un cellulare. Sms è un modo di vivere, di raccontare la vita, di costruire e demolire rapporti sociali, in continua evoluzione.

Sms cioè messaggi scritti e ricevuti usando semplicemente un cellulare. Tre piccole lettere che raccolgono miliardi di miliardi di sentimenti, informazioni, domande e risposte. Gli sms non cambiano nella loro logica. Cambiano invece le mode e le tendenze di usare gli sms.

Nel 2011 l’uso degli sms è più diffuso dell’energia elettrica: 48 milioni di persone in tutto il mondo, ben oltre una singola nazione, usano gli sms pur non avendo corrente elettrica. Sono costretti a ricaricare i loro cellulari usando le batterie dell’automobile.

Nel 2013 si prevedono 10 trilioni di sms, quasi 200,000 ogni secondo, in tutto il mondo. Nel 2012 1,7 miliardi di persone al mondo avranno un cellulare. Ma non avranno un conto corrente in banca. Infatti in Kenya il 30% della popolazione ha migliorato sensibilmente la propria condizione economica usando un servizio di mobile banking per effettuare le classiche operazioni bancarie tramite smartphone.

Nelle Filippine l’uso degli sms è qualcosa di incredibile: l’87% della popolazione usa gli sms per comunicare con la pubblica amministrazione.

Il 40% dei giovani intervistati da un sondaggio è pronto ad un appuntamento romantico organizzato via sms, persino un appuntamento al buio. Incoscienza e fiducia si mescolano insieme. Già a 18 anni il sexting, cioè lo scambio di sms con un contenuto esplicitamente sessuale, è una pratica abituale per il 44% di quegli stessi adolescenti. Chi usa di più gli sms, oggi, sono gli ispanici, poi gli afroamericani e infine i bianchi.

Tutta questa diffusione degli sms uccide le telefonate. Sempre meno tempo si spende alla cornetta: nel 2009 meno di due minuti, record storico negativo.

fonte: affreschidigitali.blogosfere.it

160 caratteri per un sms: ecco come è cominciata

Quando scriviamo un sms difficilmente viene da pensarlo: qualcuno, un bel giorno, decise che 160 caratteri sarebbero stati del tutto sufficienti

Ci sono cose delle quali diamo per scontata l’esistenza. Come la forza di gravità: esiste dall’inizio dei tempi, eppure solo recentemente qualcuno si è chiesto come mai le mele cadono dagli alberi. Mettere in discussione il mondo che ci circonda può essere difficile, ma è proprio quello che ci rende esseri raziocinanti. E allora: vi siete mai chiesti come mai gli sms che inviate dal cellulare arrivano solo fino a 160 caratteri?

Short Message Service: il nome dice già tutto, ma non spiega perché. Le risposte giacciono nel passato, e per la precisione nei preistorici (tecnologicamente parlando) anni ‘80. Mentre il primo invio di sms risale al 1992, l’idea di un sistema di comunicazione testuale che utilizzasse la medesima rete cellulare adoperata per le comunicazioni vocali risale a ben più di vent’anni fa: era il dicembre 1982 quando l’ European Conference of Postal and Telecommunications Administrationsdecise che includere questa feature nel sistema gms era cosa buona e giusta. Il punto della situazione era solo trovare un modo economico per farlo e ai tempi il tedesco Friedhelm Hillebrand, protagonista della storia e presidente del comitato per i servizi non-vocali all’interno dello standard GSM, era uno dei ricercatori che doveva far quadrare il cerchio.

La soluzione prevista da Hillebrand era quella di sfruttare le porzioni meno utilizzate delle frequenze radio riservate alla comunicazione gsm (i cosiddetti canali di controllo, che veicolano informazioni sulla potenza del segnale e altri byte di servizio), ma la larghezza di banda a disposizione di questi dati collaterali era esigua, tanto che inizialmente Hillebrand e i suoi riuscirono a trovarvi spazio solo per messaggi da 128 caratteri. Successivamente il team riuscì a guadagnare altri 32 caratteri decurtando alcune lettere e simboli dalla rosa di quelli disponibili per la composizione dei messaggi.

Arrivarono a centosessanta, senza andare oltre: era il 1985 e il fatidico numero venne proposto da Hillebrand come il compromesso perfetto. A supporto del suo risultato e in mancanza di ricerche di mercato o di dati statistici, Friedhelm si era basato su prove più empiriche calcolando una media dei caratteri impiegati nell’ invio di cartoline e Telex: una media che non superava i 150 caratteri. L’argomentazione fu convincente: lo standard venne approvato e da quasi vent’anni siamo qui a consumarci le dita 160 caratteri alla volta.

Banale? Forse. Ma è proprio questo a renderlo interessante: una delle innovazioni tecnologiche più universalmente adottate dai tempi del telefono nasconde nelle sue specifiche i bizzarri calcoli statistici di un ricercatore messo con le spalle al muro dalle limitazioni tecnologiche dell’epoca.

fonte: wired.it

Il mobile advertising è in crescita: muove affari per 3,3 miliardi di dollari

I dati dimostrano che c’è una costante crescita degli investimenti della spesa pubblicitaria sul mobile, che permette la geolocalizzazione dell’utenza e la possibilità di offrire servizi più in real time.

Come aveva mostrato il presidente di IAB Italia Binaghi, dati confermati anche da Marc Vos, Partner & Managing Director BCG, durante l’ultimo IAB Events 2011 tenutosi a Roma, il settore del mobile è in continua crescita e rappresenta uno dei mercati più in espansione nel mondo. Gli italiani che cercano news su Internet sono 22 milioni, Vos ha detto “Quello che in italia non compriamo online lo cerchiamo online e lo compriamo offline, credo che la predisposizione per i telefonini e l’interesse possa per far nascere l’M-commerce (mobile commerce) in Italia”.

Secondo gli ultimi dati, diffusi da Gartner, una delle aziende leader nel mondo nella ricerca e consulenza sulle tecnologie dell’informazione, il budget speso in mobile advertsing in America settentrionale nel 2010 è stato di 304,5 milioni di dollari, quest’anno arriverà a 701,1 milioni fino ai 5,79 miliardi nel 2015. In Europa invece i dati si riferiscono a 257,1 milioni spesi nel 2010, 569 milioni il trend di quest’anno per arrivare a 5,1 miliardi di dollari nel 2015. L’area Asia Pacifico (Giappone compreso) ha speso 868,8 milioni nel 2010, quest’anno si arriverà a 1,62 miliardi e nel 2015 a 2,7 miliardi.

Le previsioni sul futuro

Gartner fornisce ai propri clienti, corporazioni, agenzie governative, aziende leader nel business anche gli insight per prendere le giuste decisioni future nel mercato. Il fatturato complessivo del mobile advertising si stima raggiungerà i 3,3 miliardi di dollari quest’anno, più del doppio rispetto al 2010 e si arriverà alla quota dei 20,6 miliardi di dollari nel 2015. I budget pubblicitari sul mobile stanno aumentando nel mondo passando dallo 0,5 della spesa complessiva in advertising del 2010 fino al 4% previsto nel 2015.

Per quanto riguarda le aree territoriali. L’America settentrionale e l’Europa Occidentale, prevedibilmente, sono le regioni dove gli investimenti cresceranno di più, arrivando rispettivamente al 28% e 25% della spesa complessiva a livello globale nel 2015. Andrew Frank, research vice president di Gartner, specifica” Gli uomini marketing delle aziende dovrebbero fare in fretta con le sperimentazioni, e considerino già da ora budget specifici per il mobile advertising per non perdere il treno dell’adozione di massa di smartphone e tablet”. In Italia si stima che ci sono 5 milioni di ereader e tablet; mentre sono circa 15 milioni gli smartphone che rendono il nostro paese leader del mercato europeo.

La ricerca dimostra che sul mobile producono ottime conversioni, in termini di business, l’opzione “search” sui motori di ricerca e le mappe, vista la possibilità di geolocalizzazione attraverso i dispositivi; ciò può favorire anche il marketing territoriale di enti turistici e culturali, oltre che il business delle vendite retail, ristoranti, pub e hotel; dai dati emerge che anche gli spot audio e video registreranno un incremento fino al 2015.

fonte: tech.fanpage.it

Il boom del Mobile Advertising

3,3 miliardi di dollari. Questo il ragguardevole traguardo del Mobile Advertising secondo l’ultima ricerca Gartner. Praticamente raddoppiati i guadagni del settore, rispetto allo scorso anno. A crescere soprattutto l’adv connesso a ricerche e geolocalizzazione. “Il mobile advertising ora è riconosciuto come un’opportunità per i brand, inserzionisti ed editori perché permette di coinvolgere i consumatori in modo mirato e contestuale, migliorando il ritorno” ha commentato Stephanie Baghdassarian, research director di Gartner. Un trend direttamente proporzionale alla capillare invasione di smartphone e tablet. In Usa e nell’Europa occidentale il budget per la pubblicità mobile crescerà di più e le due aree deterranno rispettivamente il 28% e il 25% del mercato globale entro il 2015. La zona dell’Estremo Oriente e Pacifico rimarrà leader di mercato.

fonte: pubblicitaitalia.it

Cresce l’advertising mobile: raddoppiato in due anni il numero degli inserzionisti che puntano sul cellulare

Secondo i dati ComScore, negli Usa, ad aprile 2011, sono stato 689 gli inserzionisti che hanno utilizzato campagne di display advertising, in aumento del 128% rispetto a due anni prima.

Vola l’advertising mobile negli Usa: secondo una ricerca effettuata da ComScore, il numero di inserzionisti che ha investito nel mobile display è più che raddoppiato nel corso degli ultimi due anni, con i contenuti mobili e le pubblicazioni a rappresentare la metà dei prodotti pubblicizzati sui dispositivi.

“Anche se il mobile advertising è ancora relativamente giovane, sta guadagnando importanza con un numero sempre maggiore di inserzionisti pronti a buttarsi nella mischia”, ha spiegato il vicepresidente di comScore, Hans Fredericks.

“L’accelerazione nel consumo di media mobili, trainata dall’adozione degli smartphone e dei piani tariffari illimitati, fornisce un ambiente maturo per gli inserzionisti che cercano di raggiungere i consumatori attraverso una varietà di piattaforme, inclusi i browser mobili, le app e gli sms. L’advertising – ha aggiunto – svolgerà un ruolo sempre più importante nello sviluppo dell’ecosistema mobile”.

Secondo i dati ComScore (che si riferiscono al solo mercato statunitense), ad aprile 2011 sono stato 689 gli inserzionisti che hanno utilizzato campagne di display advertising, in aumento del 128% rispetto a due anni prima, a dimostrazione del crescente utilizzo del canale mobile per la pubblicità. L’analisi delle categorie pubblicizzate rivela che il 50% degli annunci è riferito a contenuti e pubblicazioni per il cellulare, il 26% a beni ‘discrezionali’ e il 6% a servizi finanziari.

Lo studio evidenzia quindi le differenze, in termini di uso ed esposizione, tra gli utenti smartphone e gli utenti di cellulari tradizionali. Oltre l’80% degli utenti smartphone, a marzo, ha navigato in internet e ha usato le app mobili, contro una percentuale inferiore al 20% per gli utenti dei telefonini tradizionali.

Allo stesso modo, è molto più probabile che i possessori di smartphone visualizzino annunci web o in-app (27,5% contro 5%) visto il loro uso più massiccio dei browser mobili e delle applicazioni e rispondano ad annunci via sms (7,7% contro 3,5%).

Gli smartphone, sottolinea quindi ComScore, hanno raggiunto un a penetrazione del 31%, contro il 20% dello scorso anno e c’è quindi ancora un ampio margine di crescita per l’advertising mobile.

fonte: key4biz.it

Persone sempre più connesse: si spediscono 200mila SMS al secondo

Uno degli aspetti che contraddistingue l’epoca contemporanea è sicuramente il flusso continuo di comunicazione e informazioni tra le persone: tra internet e telefonini, la rete sociale dell’essere umano appare decisamente estesa.

Interconnessione è la parola d’ordine: che sia qualcosa di frivolo o di serio, la cosa importante è comunicare tutto ciò che accade a noi e intorno a noi.

Una considerazione, questa, che viene decisamente avvalorata dall’ultimo rapporto diffuso dall’ITU, ovvero l’International Telecommunication Union, agenzia specializzata in comunicazioni la cui sede si trova a Ginevra, in Svizzera.

I numeri del rapporto parlano chiaro: negli ultimi tre anni si è assistito ad un vero e proprio boom della comunicazione veloce rappresentata dagli Short Messages.

Se nel 2007, infatti, gli SMS inviati avevano raggiunto quota 1800 miliardi, quest’anno la cifra si aggira intorno ai 6100 miliardi.

Questo significa che, ogni secondo, in tutto il mondo vengono spediti ben 200mila SMS. E il traffico maggiore lo fanno Stati Uniti d’America e Filippine, i due paesi in vetta alla classifica degli stati più comunicativi.

Dall’altro lato troviamo internet, il cui numero di utenti cresce anch’esso a dismisura. Secondo la proiezione dell’International Telecommunication Union, si pensa che gli utenti Internet sorpasseranno i due miliardi, andando a ricoprire il 30% di tutta la popolazione terrestre.

fonte: sapere.it

Ecco le regole d’oro per l’eco-vivere

La Gornata della Terra è passata ma ha lasciato dietro di se una serie di indicazioni sui comportamenti virtuosi da osservare per aiutare la salute del pianeta

L’AUTO “CONDIVISA”: Visto che ogni veicolo emette da 120 a 400 grammi di CO2 per chilometro. Per spostarsi, meglio allora condividere l’auto con altri passeggeri, risparmiando benzina e CO2. Questo sistema si chiama car-pooling.

MEZZI PUBBLICI: Il 46 % delle emissioni di CO2 dei trasporti viene da auto private. Per andare al concerto romano, in città meglio usare i mezzi pubblici, la bicicletta o la metropolitana. Iinquinano meno e non hanno problemi di parcheggio.

RICICLO: Dopo l’acquisto di bottigliette d’acqua minerale o bibite in lattina, fare la raccolta differenziata. Riciclando 150 lattine, ad esempio, si può realizzare una bicicletta da corsa.

BATTERIE: Per macchinette fotografiche o un filmato, evitare le batterie usa e getta. Per produrle si consuma 200 volte l’energia che contengono, nell’80% dei casi finiscono nella spazzatura normale contaminandola e comunque non sono riciclabili in alcun modo. Meglio le batterie ricaricabili, che durano da 500 a 1.000 volte di più.

BIOLOGICO: Meglio scegliere prodotti biologici e di stagione, che non inquinano l’ambiente coi pesticidi e hanno bisogno di meno energia per crescere.

FAZZOLETTI: Stop a tovaglioli e fazzoletti di carta non riciclata. Con i prodotti riciclati si evita di abbattere alberi attraverso un processo produttivo a basso impatto ambientale e privo di sostanze nocive, certificato.

ELETTRONICA: Rispetto ad un SMS, un’email usa più di trenta volte l’energia elettrica necessaria per ogni messaggio. Greenpeace ha messo a punto una guida di acquisti “verdi” hi-tech, player mp3, telefonino, stereo, autoradio, televisore, consolle per videogame.

fonte: laprovinciadicomo.it

Three Ideas for Integrating CRM Into Your SMS Marketing Strategy

The following is a guest post from Kane Russell, Director of Marketing at Waterfall Mobile – the company behind the mobile marketing CRM platform Msgme.

I recently saw a LinkedIn discussion board asking people to submit one word answers to the question “What is the single biggest challenge today’s marketers face?” My immediate reaction, courtesy of a demanding undergraduate Engineering professor, was that a better version of this question would be “What is the single most challenging aspect of marketing that presents the largest opportunity for those marketers savvy enough to figure it out?”

Thought of in this way, the result creates an actionable next step. And for me “data” is the clear answer to the question – especially for SMS marketers.

So let’s break it down. Why challenging? SMS delivery receipts only give us two data points: 1) date/time responded and 2) phone number. Sure you can infer location from area code, but we all have friends who keep their home area code in new places. Wouldn’t it be better if we could grab zip code instead?

And the opportunity? SMS is one of the most – if not THE most – interactive and immediate communication channels available to marketers today. And SMS messages are most effective when targeted and personalized using data.

Fortunately, there’s a decent road map for creating an SMS marketing strategy based on data: CRM. Said a different way, rather than viewing SMS marketing only in terms of campaigns, they need to be viewed in terms of subscriber interactions, with each presenting another opportunity to add more information to a subscriber’s profile. Think of it as an ongoing conversation where two parties gain from the back and forth.

Obviously turning mobile marketing into mobile marketing CRM is easier said than done. But here are three steps you can take toward this goal:

1) Integrate metadata fields as part of your acquisition process

We’ve all seen examples of mobile subscriber sign ups on web pages (two prevalent examples are ABC Text Appeal and Bravo Get Mobile). While these do a great job of converting web visitors into mobile subscribers, they could be improved by integrating metadata-collecting radio buttons (Alpine Meadows Get Textified shows an example). The extra time it takes users to add additional information about themselves is negligible and now you have useful data to use for targeting purposes moving forward.

For those not integrating mobile sign ups into a web page, you can accomplish a similar objective in a pure SMS message flow using a method that many alcoholic beverage companies use on their websites. Before accessing online content from Budweiser, for example, users have to respond with their date of birth. Using this same tactic in an SMS message flow, essentially gating your content with the collection of age verification metadata, ensures that users who do interact with your content are doing so meaningfully, and allows you to steadily improve your ongoing outbound communication strategy.

2) Integrate responses into a subscriber’s overall profile

This can be achieved at the individual or macro level – the main thing to keep in mind is that you want to create distinct buckets for how people respond to your campaigns. To ease the transition, start off thinking broad and then segment from there.

For example, consider a two-month campaign at a local restaurant. Some high level buckets to create would be first month texters vs. second month texters or breakfast texters vs. dinner texters. You could then drill down to first hour of breakfast texters, first week of the campaign texters, multiple texters, etc.

At the macro level you have a sense of whether your campaigns are more effective during a certain time of day. At the individual level you get a glimpse of who your early adopters are, and perhaps their eating preferences. Now track these data points over time and you have information that will allow you to segment and target for better results. Maybe you decide to only run campaigns during breakfast, or adjust the incentive to get more people to text in during the first month to add a perception of exclusivity. Regardless, you are well on your way to delivering a data-based SMS marketing strategy.

3) Integrate with your email system to create a more comprehensive data profile

In order to integrate SMS with your email CRM you need a common field to map data between the two. Some examples might be: a) use a Feedback SMS campaign to capture email address, b) ask customers for their mobile phone and email when they sign up for alerts and c) include a mobile call to action with a unique code on your outbound emails.

With the two now linked, you unlock significant value from your subscribers. Any data you have collected over the years doing email marketing can be used for mobile targeting. Any new data you collect via mobile can be passed to your email CRM for segmentation purposes. Using this as a first step you can then think about integrating this data with your social media marketing efforts, or better yet, use social media data for targeted communication to your opted-in communication lists.

These three points should give you a strong start. And for those of us that do better with mnemonics, the key to SMS marketing comes down to four “I’s”. Implement a mobile subscriber approach, Interact instead of delivering messages, Integrate across multiple communication channels, and Iterate to make sure you achieve optimum results.

fonte: mobilemarketingwatch.com

Taking the next steps with mobile marketing

Dr Pieter Streicher takes a look at how to deploy mobile marketing in a retail context, specifically using SMS shortcodes to elevate marketing efforts from passive interaction to true customer engagement.

Being in the business we are, we speak a lot about the importance of having mobile included in your marketing mix, and especially SMS, thanks to its reach, pervasiveness and acceptance by consumers across all demographics. We remind marketers to include mobile marketing at the planning stage to maximise the benefits of the channel, and not simply tack it on at the end.

That’s all very well, but what are the next steps? How do you effectively use SMS to bridge the gap between offline marketing activities and online, permission-based engagement with your customer base? How do you harness the reach of mobile marketing to feed your CRM database and springboard into ongoing engagement across multiple channels?

Shortcode shortcuts your acquisition path

SMS shortcode campaigns are one of the simplest, yet most effective ways to transform a static channel such as a point-of-sale promotion, in-store posters or on-pack special offers into the start of an immediate conversation with the customer. Grab the customer on the spot when they literally have the product in their hand and allow them to enter a competition, access a discount on the product, give their feedback or sign up for future value – all via an SMS shortcode and keyword.

You’ll have gained quite a lot from that simple SMS: the customer’s cell phone number, product information (for example, the barcode of the product they are buying) and other information such as their names. This is a very valuable kickstart to profiling your customers and beginning to market to them using appropriate channels and messages.

Don’t forget to send a response to the SMS immediately with a thank you. Customers expect it and appreciate it, and if you design your campaign cleverly you can use this as an opportunity, if you haven’t already, to get permission to continue communicating with the individual.

Remember though, you need to get explicit approval for each communication channel. The Consumer Protection Act has legislated the fact that you need to be able to show evidence of the client opting in for marketing communications. The good news is that by using a shortcode, you’ll have this data archived automatically.

It’s well worth understanding and following the Wireless Application Service Providers’ Association (WASPA) guidelines on how to present the cost of the SMS and the terms and conditions of the promotion. It’s important to abide by the regulations to avoid sanction, and you’ll also create a safe environment where the customer can confidently interact with you, with full knowledge of the costs of engagement and how their information will be used.

Finally, SMS shortcode campaigns are highly scalable and easily ramped up or down according to your budget and requirements. Make sure your SMS shortcode provider offers you a free reply SMS per incoming message – this allows you to reply to the customer as a matter of course and not worry about chalking up a large bill. SMS shortcode campaigns can be effectively used by a mom and pop store right up to a nationwide brand.

Activating retail campaigns
In the retail context, SMS activated campaigns have been successfully deployed for well-known household name brands by Habari, a below-the-line marketing agency. By incorporating best practice mobile marketing strategies, Habari enabled on-pack promotions that used SMS competitions, complementary brand incentives, or channel tie-into stimulate customer engagement and retail sales.

In store-promotions were used to point customers to specially-marked products which incentivised them to send an SMS to a shortcode and enter into a competition to win a prize that matched or complemented the product on offer to build the brand. An alternative strategy was to run SMS campaigns that were specific to the retail chain where a customer shopped. This not only created channel tie-in but allow a brand to understand the consumer’s purchasing behaviour. In each case, the aim was to convert a purchase into an on-going customer interaction using the mobile channel.

Noting these examples, with some planning and a clear idea of the information you would like to capture and how you plan to continue engaging with customers, SMS shortcode promotions and competitions are an immensely effective customer acquisition tools and ways of kick-starting campaign engagements.

fonte: themediaonline.co.za

Telefono addio, si comunica per sms

Il trend americano: meno chiamate e sempre più brevi

Il telefono come la macchina per scrivere, un oggetto in via di estinzione. A lanciare l’allarme è uno studio di Nielsen Media, secondo il quale, negli ultimi cinque anni, gli americani, adulti e teenager, hanno abbandonato l’uso dei telefoni fissi e cellulari, aumentando vertiginosamente l’uso della messaggistica. Secondo l’autorevole società di ricerca nel giro di tre anni gli sms sorpasseranno le conversazioni telefoniche, ormai ‘obsolete’. Oggi, precisa Nielsen, non solo la gente chiama di meno, ma ha anche ridotto drasticamente la durata delle telefonate. Il tempo medio di una conversazione al cellulare è sceso dai 2.38 minuti del 1993 agli 1.81 minuti del 2009. Tra il 2005 e il 2009, il numero dei messaggi di testo è aumentato di circa il 2000 per cento.

NUOVA ERA DIGITALE – “Il mio telefono non squilla ormai più”, scrive sul New York Times Pamela Paul, “tanto che quando ciò avviene, penso subito che sia successo qualcosa di grave a un membro della mia famiglia”. Fino a qualche anno fa il bon ton anglosassone – e non solo anglosassone – vietava di telefonare dopo le dieci di sera. “La nuova regola è: non chiamare affatto”, teorizza la Paul. Nella nuova era digitale che ha ridotto al minimo i contatti interpersonali, telefonare è considerato ‘maleducazione’. “Il telefono ha la rude propensione ad interromperti”, spiega Judith Martin nella sua rubrica Miss Manners sul Washington Post (dedicata al Galateo) che consiglia di preannunciare qualsiasi telefonata con una email di cortesia.

DISUMANIZZANTE – Persino negli uffici, ormai cubicoli dove le segretarie sono in via d’estinzione, i telefoni hanno smesso di squillare. Gli unici a sfidare il nuovo, imperante trend sono i ‘baby boomers’ tra i 55 e i 65 anni. “La nostra società continua il suo processo di disumanizzazione”, punta il dito uno di loro sul sito del New York Times, notando come “servono cinque email per rispondere a una domanda che al telefono richiederebbe mezzo minuto”. Deborah Tanner, 65enne Docente di Linguistica alla prestigiosa Georgetown University, è convinta che anche gli sms, prima o poi, faranno la stessa fine del telefono. “Una recente vignetta del New Yorker cattura perfettamente la filosofia della mia generazione su questo tema”, racconta. “Il cartoon mostra due pensionati seduti al bar. Un tempo telefonavo alla gente, dice uno di loro, poi sono passato alle email e più tardi agli sms. Adesso mi limito a ignorare tutti”.

fonte: corriere.it